PENSIERO PROFONDO

Sono solo, sono avvolto dal buio e dal silenzio. Non so dove sono, ma una cosa è certa: ho paura di non riuscire a emergere.

Cerco di muovermi, ma non è facile. Non mi arrendo perché voglio vedere la luce.

Sento una forza dentro di me che mi spinge a salire. Ecco non sono più sottoterra sono germogliato.

Ero un piccolo seme e ora sono un bel girasole.

Tutti siamo dei germogli.






FORZA

Dall’alto vi osservo, siete proprio piccoletti. Sieti lì fermi adagiati sul fondo ad assorbire il calore. Il caldo aumenta, ma voi rimanete ancora immobili. Vi tengo d’occhio, so che l’attesa non sarà lunga. Ecco uno si muove, poi un altro, un altro ancora, piano piano iniziate tutti a saltellare.  All’improvviso inizia l’esplosione: POP-POP-POP che meraviglia il pop-corn che scoppia!






RINNOVAMENTO

C’è un fiore il dente di leone

che si crede un gran burlone:

oggi mostra la sua criniera gialla

e su di lui si posa la bella farfalla,

domani vi mostrerà il suo soffice ciuffo

e impaziente attenderà il vostro sbuffo.

Qual soffio allegro e leggero dei bambini

per spargere ovunque i suoi delicati semini.






ARMONIA

Siete in tanti e mi stupisco, ma come fate? Col naso all’insù, il mio sguardo è incollato su di voi: la vostra coordinazione è perfeIa. Volteggiando create una danza unica e inimitabile. Non cerco una risposta, mi basta osservare il vostro movimento. Il volo armonioso degli stormi.






TRANSIZIONE

Apro la portiera per far salire il mio amico di avventure, poi salgo anch’io.

Chiudo la portiera, allaccio la cintura, sistemo lo specchietto retrovisore,

e gli chiedo: «Dove vuoi andare?». Lui piega un la testa e mi risponde: «Bau».

Accendo il motore del camper e partiamo verso Baulandia.





PAURA

Lo sento si muove. Ieri era fermo, perché oggi dondola?

Più passa il tempo, più traballa. La paura che si stacchi aumenta.

Panico, se cade rimarrà un buco!

Forse è meglio che chieda aiuto: «Si muove!».

«Stai per perdere il tuo primo dentino, poi ne crescerà uno più bello», mi rassicura la mamma.





VERITA’ E INGANNO

Sul mio viso vedo un bel sorriso. Un sorriso di gioia. Lo specchio mi chiede: «Come stai?».

Sul mio viso allargo il sorriso e rispondo: «Bene!».

Lo specchio in silenzio riflette il mio cuore: non è certo di buon umore.

Specchio non volevo ingannarti, ma volevo solo dimenticare la tristezza.




ATTESA

Con la zappa faccio un solco e semino. Ogni giorno mi fermo e osservo.

Finalmente sono spuntate le piantine. Attendo ancora e arrivano i fiori. 

L’attesa non è terminata. Al posto dei fiori ci sono i frutti rossi li prendo e faccio un bel sugo rosso.

La pasta col pomodoro ha bisogno di attesa.





LENTEZZA

Ne apro uno, poi mi ricordo di aprire l’altro, ancora non vedo bene. Sbadiglio.

Tiro su un braccio e l’altro lo segue. Allungo una gamba e l’altra si stira.

Sento il mio respiro e faccio un altro sbadiglio. La quiete del lento risveglio.

È Solo un sogno, suona la sveglia e ruzzolo giù dal letto.







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