"Il viaggio di Zaher" cosa dicono del libro


 
Avevo appena iniziato le superiori e iniziavo a recuperare i miti di Ulisse, a rileggere storie di mari in tempesta, di viaggi lunghissimi e complicati verso una meta più felice e sicura.
Era il 2008 e mi trovavo in quella parte di mondo privilegiata, con un tetto sopra di me, il caldo avvolgente di casa mia, le vacanze alle porte, nessuna preoccupazione se non qualche palo d’amore adolescenziale che affrontavo con lo stesso equilibrio psicologico di Medea.
Nessuna preoccupazione, dunque, se non un trafiletto che ricordo di aver letto su un giornale locale e che citava la morte di un ragazzino di tredici anni, schiacciato a pochi passi da casa nostra dal camion sotto al quale viaggiava, cercando di raggiungere un posto più sicuro di quello da cui veniva.

Il suo viaggio della speranza, iniziato in Afghanistan, continuato su una nave da Patrasso a Venezia e terminato a Campalto, finiva così: nella sezione “Necrologi” di un giornale locale.
Zaher Razai ne aveva di storie da raccontare, tutte sintetizzate in versi poetici di cui aveva preso nota sul taccuino con cui viaggiava, suo fedele compagno fino alla fine:
“ Io che sono assetato e stanco, forse non arriverò fino all’acqua del mare. Non so ancora quale segno mi riserverà il destino ma promettimi, Dio, che non lascerai passare la primavera”.
Da quel dicembre 2008 sono passate diverse primavere, ma i versi di Zaher Rezai, oggi, tornano a prendere vita grazie all’emozionante lavoro di mia madre
Giuseppina Fioretti
con la preziosa collaborazione di Gianna Viale, di Letizia Camiletti, di Francesca Grisot e l’indispensabile volontà di Edizioni La meridiana.
Il testo, di cui sono estremamente orgogliosa, prova a restituirgli dignità, avvicinando altri bambini a questa storia piena di sogni e di speranze interrotte troppo presto:
“ Giardiniere, apri la porta del giardino; io non sono un ladro di fiori, io stesso sono diventato fiore, non vado in cerca di un fiore qualsiasi”.

La zona rossa sarà la nostra etichetta per un po' di settimane.
Quello che ci resta è tenere aperto il cortile della mente e del cuore.
E i libri aiutano a conoscere e respirare geografie e storie fatte dalle persone.
Ne "Il viaggio di Zaher" troviamo la sua storia, dal finale drammatico che si sa già: con il lavoro educativo, nella sua comprensione profonda, dei bambini e ragazzi ci fanno un grande regalo.
Conoscere Zaher diventa poesia, rebus, mappe, segni, labirinti: un universo per dimostrare come la scuola diventa trasformazione del mondo se aiuta a dare voce, connettere storie e persone, dare spazio a ciò che ci dice cuore e mente, dare voce ai bambini, ai ragazzi, mostrare il futuro che vogliono scrivere e urlare.
Grazie anche a
Libreria Heimat
e alle autrici
Gianna Viale
Francesca Grisot
Giuseppina Fioretti
con l'illustratrice



Medio Oriente, pagine da viaggio per un mondo scomparso
- Farian Sabahi, 27.03.2021
Libri. Yemen, Siria, Egitto, Oman: la scoperta di luoghi vessati dalla guerra, attraverso quattro saggi e una antologia di scrittori

© 2021 IL NUOVO MANIFESTO SOCIETÀ COOP. EDITRICE




Video e musica dedicati alla storia di Zaher
dei Tuesday Project @tuesadyproject


 












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